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LA STORIA DI ROMA

Introduzione

Roma fu grande protagonista nell’antichità.

Riuscì ad unificare l’Europa e le terre del Mediterraneo in un unico impero.

Combatté con gli etruschi ed i greci, poi con i celti e le tribù germaniche.

Nel II secolo d.C. Roma raggiunse l’apice del suo potere.

L’Impero si divise in due parti perché era troppo grande da gestire e i suoi confini erano troppo estesi e difficili da controllare: l’impero d’Occidente e l’impero d’Oriente.

L’impero d’Occidente, che si era fortemente indebolito, cadde nel 476 d.C.

L’impero d’Oriente invece sopravvisse ancora per mille anni.

Origini di Roma

Roma fu fondata, secondo una leggenda, nel 754-53 a.C. da Romolo e Remo.

Romolo e Remo erano discendenti dell’eroe troiano Enea.

Sulla sua fondazione e sui sette re che la dominarono si hanno solo notizie leggendarie.

Roma sorse dalla lega religiosa dei popoli latini.

Dal 600 a.C. circa fu sottoposta alla dominazione etrusca con Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo.

Dopo quasi cento anni i romani si ribellarono contro i re tiranni. Scacciarono gli etruschi e fondarono la Repubblica.

Nel 338 a.C. Roma completò la conquista del Lazio confermando la sua posizione dominante.

Roma repubblicana

L’età repubblicana iniziò secondo la tradizione nel 509 a.C. e durò per circa cinquecento anni.

Roma era governata da due magistrati detti “pretori” che rimanevano in carica per un anno.

La società romana si era divisa in due classi: i patrizi che erano gli aristocratici e i plebei
che era la gente comune.

Roma fu sempre in guerra, prima con i popoli vicini, poi con Cartagine per il controllo del Mediterraneo (guerre puniche), infine con Grecia e Gallia.

Nel 284 a.C. approfittando di un attacco dei Galli contro Arezzo, i romani invasero la Gallia e la conquistarono.

Il Senato era l’organo che proponeva nuove leggi e prendeva decisioni sia in tempo di guerra sia
In tempo di pace attraverso il voto.

All’inizio i membri erano patrizi, ma ben presto i plebei ottennero di avere propri rappresentanti
al Senato.

La crisi della Repubblica

Alla fine delle grandi guerre mediterranee si svilupparono forti contrasti.

Una delle questioni importanti fu quella della riforma agraria.

Forti furono le lotte fra i generali romani per la conquista del potere.

Le loro legioni diventarono uno strumento per assicurarsi il dominio.

Le insurrezioni popolari furono stroncate con feroci repressioni.

Giulio Cesare, generale e genio politico, fece un patto con Crasso e Pompeo (triumvirato).

In seguito alla morte di Crasso s’impegnò in una guerra civile contro Pompeo.

Cesare vinse e divenne il padrone incontrastato di Roma.

Fu nominato dittatore a vita e riunì su di sè i poteri dello stato.

Fu assassinato nel 44 a.C.

Il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano, dopo aver sconfitto i repubblicani, mosse guerra contro
Marco Antonio e la regina d’Egitto Cleopatra.

Vinse ad Azio nel 31 a.C.